Interventi domiciliari (a partire dai 2 anni)

L’idea di implementare un intervento domiciliare è stata accolta in seguito all’esplicita esigenza manifestata da molte famiglie di essere supportati nell’individuare strategie educative efficaci per il proprio bambino/ragazzo, nello strutturare un ambiente di vita prevedibile, nel comprendere e mettere in pratica le modalità comunicative più utili e chiare. Frequentemente i genitori denunciano di non sapere come fare, come comportarsi, come parlare e come giocare con i loro figli: manifestazioni e azioni che in genere si realizzano spontaneamente, senza una programmazione particolareggiata. E’ proprio la “programmazione” che diventa il fulcro di un intervento domiciliare.
Altro elemento fondamentale è l’importanza e allo stesso tempo la difficoltà riscontrata nel generalizzare in tutti gli ambienti di vita del bambino/ragazzo le acquisizioni avvenute a scuola o in ambito riabilitativo. Il ruolo di un educatore che implementa un intervento in ambito domestico, è proprio quello di impostare un lavoro programmato, passando “in consegna” ai genitori la “valigia degli strumenti” adatta a programmare, pianificare, strutturare momenti di vita del bambino/ragazzo. Sarà fondamentale, durante l’intervento domiciliare, coinvolgere attivamente i genitori. La presenza settimanale dell’educatore, rappresenterà uno stimolo per i genitori, chiamati a partecipare a tutte le fasi dell’intervento (dalla definizione di un nuovo obiettivo, alla realizzazione di materiali sino alla sperimentazione vera e propria delle nuove tecniche che osserveranno durante gli interventi dell’educatore).
Il progetto si rivolge a bambini/ragazzi con una diagnosi all’interno dello Spettro autistico e al loro nucleo familiare.
Fasi del progetto:
· 1 incontro conoscitivo con i genitori per la descrizione del bambino;
· 2/4 incontri di osservazione e definizione specifica degli obiettivi (da concordare e
condividere con i genitori);
· Incontri successivi settimanali di strutturazione degli spazi, organizzazione delle attività da
proporre, lavoro diretto con il bambino, affiancamento al genitore;
· Incontri periodici di verifica del progetto con la famiglia;
· Partecipazione a incontri di rete con NPI, scuola e altri referenti educativi.

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